La commemorazione del 25 Aprile nell’esempio di Ermando Parete

Nonostante l’emergenza pandemica legata al Covid-19, anche quest’anno Milano ha celebrato la ricorrenza del 25 Aprile ricordando gli eroi e le vittime della Liberazione dal nazifascismo. Nel pieno rispetto di tutte le normative di sicurezza, numerosi sono stati gli appuntamenti ufficiali che si sono svolti nel capoluogo lombardo. Un programma intenso che ha riguardato la deposizione di fiori e ghirlande sulle 470 lapidi commemorative dislocate lungo l’intero territorio cittadino. Tra queste, quella presente presso il Momumento alla Guardia di Finanza che sorge in Piazza Tricolore. La sezione locale dell’Anfi (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) e le Fiamme Gialle hanno assegnato a Donato Paretefiglio di Ermando Parete (finanziere abruzzese superstite di Dachau venuto a mancare nel 2016), l’onore di procedere con la posa della consueta corona di alloro. Momento di grande valore simbolico avvenuto alla presenza delle autorità, con il Prefetto di Milano Renato Saccone e il Comandante Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, il Generale di Corpo d’Armata Stefano Screpanti. «Oggi, 25 Aprile 2021 – ha commentato Donato Parete a margine della cerimonia -, nel 76esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, ho avuto l’onore di deporre la corona dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia e, soprattutto per me, di indossare il cappello della Scuola Alpina di Predazzo della Guardia di Finanza appartenuto a mio padre Ermando. Dopo pochi giorni, il 29 Aprile del 1945, mio padre Ermando Parete sarebbe stato liberato dal campo di sterminio nazista di Dachau dai soldati della Settima Armata Americana, tornando alla vita e ponendo le basi del personale percorso di testimone della Memoria che lo ha poi portato nelle scuole di tutta Italia a raccontare la terribile esperienza subita dai tedeschi. Che il 25 Aprile sia sempre la festa civile della riconquista della libertà. La vittoria dell’umanità sulle barbarie. Il giorno di un nuovo inizio, pieno di entusiasmo, portato poi a compimento con la Costituzione Repubblicana del 1948».