Nel borgo di Abbateggio una targa per ricordare la vita di Ermando Parete

Sabato 31 ottobre 2020 ad Abbateggio (Pescara), borgo di origine di Ermando Parete, è stata inaugurata “TerrazzAbbateggio”, nuovo spazio pubblico, tra Piazza Madonna del Carmine e Via Aldo Modo, a servizio di cittadini e turisti. Obbiettivo quello di recuperare e rivalorizzare un’area in disuso del centro urbano. La nuova terrazza si trasforma così in una sorta di piccolo auditorium a cielo aperto con una serie di gradoni, adatto ad accogliere eventi e spettacoli, diventando punto informativo in cui il visitatore entra a conoscenza della storia del paese e delle maggiori peculiarità del territorio. Uno spazio in cui sostare, capire, ammirare i caratteri distintivi di Abbateggio. Ad accompagnare il visitatore nella sua passeggiata, ci sono poi una serie di pannelli con informazioni esplicative del centro: dalla sua storia alle tradizioni, dall’archeologia ai suoi illustri cittadini onorari e personaggi illustri ai quali Abbateggio ha dato i natali. Tra questi anche Ermando Parete, finanziere superstite del campo di sterminio nazista di Dachau, nato proprio ad Abbateggio il 15 febbraio del 1923. «Quest’angolo del borgo – ha spiegato Gabriele Di Pierdomenico, sindaco di Abbateggio – è destinato a diventare uno spazio usufruibile per tutte le età, di incontro e di contemplazione del panorama. Per questo motivo l’abbiamo chiamato “TerrazzAbbateggio”». «L’inaugurazione – ha continuato Antonio Di Marco, presidente dell’associazione “I borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise” e già Sindaco di Abbateggio – è un segno tangibile di sviluppo e potenziamento turistico di qualità per Abbateggio. Un risultato che arricchisce il percorso di valorizzazione del centro storico iniziato il 24 novembre 2009, con l’ingresso di Abbateggio nel club de “I Borghi più belli d’Italia” e proseguito con una costante “sfida all’eccellenza” per il paese. Questo è un “monumento-presidio” che custodendo e tramandando storia, tradizioni e cultura di Abbateggio, conferisce prospettiva e futuro alla nostra comunità!».

Di seguito il testo integrale riportato sul pannello che ricorda la vita di Ermando Parete:

Ermando Parete (15/02/1923 – 25/01/2016), sottufficiale della Guardia di Finanza, ultimo sopravvissuto italiano del campo di sterminio nazista di Dachau, in vita testimone attivo ed infaticabile dell’immane tragedia dell’Olocausto. All’età di 20 anni si arruola nel Corpo della Guardia di Finanza. Dopo il normale addestramento viene inviato a combattere in territorio jugoslavo. L’Armistizio dell’8 settembre 1943 coglie i soldati in condizioni di sbandamento generale. Parete si unisce ai partigiani, con l’intento di attraversare il confine e far ritorno a casa. A Cimadolmo (TV) viene catturato dai repubblichini, che gli propongono di passare tra le loro fila. Il suo rifiuto, mantenendo fede al giuramento delle Fiamme Gialle, lo condanna alla prigionia nel campo di sterminio nazista di Dachau. Con il numero 142192 tatuato sul braccio sinistro, è assegnato alla manutenzione e riparazione dei tracciati ferroviari, con turni di lavori forzati anche di dodici ore al giorno. Subisce le minacce, le violenze e le torture dei soldati tedeschi, che lo sottopongono anche a esperimenti “scientifici”. Il 29 aprile 1945 viene liberato dalla Settima armata americana. Arrivato a pesare appena 29 chilogrammi, con le poche forze rimaste, riesce comunque a raggiungere il paese natale di Abbateggio (Pescara). Un cammino, lungo la Penisola, durato 37 giorni e 36 notti. Al termine della Guerra rientra in servizio nel Corpo della Guardia di Finanza fino al congedo, nel 1969, con il grado di vicebrigadiere. Da allora si adopera per non disperdere le testimonianze sugli orrori dell’Olocausto. Il racconto della sua esperienza è protagonista di convegni, seminari, dibattiti organizzati da scuole e associazioni in tutta Italia, fino alla sua morte. Nel 2017, è stata a lui intitolata la nuova Caserma della Guardia di Finanza che sorge sulla riviera sud della città di Pescara“.

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