Il Premio Parete allo stilista simbolo del “made in Italy” Giorgio Armani

“Per la sua personalità straordinaria, che ha fissato un’inconfondibile impronta su un’epoca e che, ancora oggi, lo rende l’icona italiana per eccellenza nel mondo”. È questa la motivazione del Premio Parete 2020 a Giorgio Armani, letta lunedì 18 gennaio 2021 nel corso della cerimonia di consegna del riconoscimento dall’Università Bocconi di Milano. All’evento hanno partecipato Gianmario Verona, rettore dell’Università Bocconi, il generale di divisione Gianluigi D’Alfonso, Comandante regionale Abruzzo della Guardia di Finanza, il generale di brigata Stefano De Braco, Comandante provinciale di Milano della Guardia di Finanza, Donato Parete, promotore del Premio nonché figlio di Ermando Parete. A moderare l’incontro, il giornalista Ferruccio de Bortoli, presidente Vidas e membro del Comitato scientifico del Premio Parete. In questa edizione, il riconoscimento dedicato alla memoria del finanziere abruzzese Ermando Parete, superstite del campo di sterminio nazista di Dachau, è stato assegnato allo stilista Giorgio Armani, dopo quelli al top manager Vittorio Colao e all’imprenditore Giovanni Tamburi, premiati rispettivamente nel 2018 e nel 2019, sempre in Bocconi. Giorgio Armani è intervenuto durante l’evento con un contributo audio, in cui ha ringraziato tutte le autorità presenti e ha espresso gratitudine per un riconoscimento così importante, intitolato alla memoria di un grande uomo: «Ermando Parete rappresenta il coraggio e la Memoria, qualità fondamentali, soprattutto oggi, che si tende a dimenticare e a voltare spesso lo sguardo altrove di fronte ai problemi e alle ingiustizie. Ma sappiamo bene che senza Memoria non può esserci futuro e nemmeno innovazione. Senza ricordo di quello che è stato non si può costruire nulla, perché ci vogliono le fondamenta o tutto crolla». Armani si è poi soffermato su ciò che questa pandemia ci ha lasciato, offrendo uno spunto di riflessione su una società che è diventata sempre più individualista e che pensa più alla quantità, piuttosto che alla qualità. Una riflessione rivolta in particolare a chi i cambiamenti li vivrà in prima persona nei prossimi anni, i giovani. «Proviamo a chiederci che cosa sia necessario avere, cosa vogliamo davvero essere, per lasciare alle future generazioni un mondo più vivibile. È un compito che ci rimette in gioco, che va nutrito di Memoria e di azione. Ora che tutto è virtuale, abbiamo il dovere di coltivare il sentire: quel sentimento collettivo che ci avvicina e unisce, e che ci rende degni di questo dono unico che abbiamo ricevuto, la vita». Piacentino di nascita, milanese di adozione, “Re Giorgio” ha conquistato il mondo creando un’identità unica, simbolo dell’eleganza italiana all’estero. Giorgio Armani è fondatore del Gruppo internazionale che porta il suo nome. Un vero e proprio impero, che vanta al suo interno prodotti di moda, cosmetici, profumi, mobili e complementi d’arredo, e che opera nell’ambito della ristorazione e dell’hotellerie.

Leave a Comment