Giorgio Armani vince il Premio Parete edizione 2020

È Giorgio Armani il vincitore del Premio Parete 2020 “per l’entusiasmo nel coniugare conoscenza e intrapresa”. Lo stilista e imprenditore verrà premiato il prossimo autunno in Università Bocconi “per la sua personalità straordinaria, capace di imprimere un segno inconfondibile su un’epoca e che, ancora oggi, lo rende l’icona italiana per eccellenza nel mondo”. Una storia che raccoglie il messaggio di Ermando Parete, che accanto al racconto dell’orrore vissuto nel campo di sterminio nazista di Dachau, spronava sempre gli studenti delle scuole in cui portava la personale testimonianza all’impegno e alla perseveranza. Piacentino di nascita, milanese di adozione, “Re Giorgio” ha dato forma a un’identità unica, simbolo dell’eleganza italiana all’estero. Giorgio Armani è fondatore dell’omonima azienda, uno dei marchi più importanti nel fashion. Un vero e proprio impero, che vanta al suo interno linee di moda maschile e femminile, cosmesi, food, bar, ristoranti e alberghi. Attivo nel campo della moda dal 1965, creatore di collezioni memorabili e capi iconici, ha affiancato il suo nome anche a un’altra grande passione: lo sport. È proprietario dell’Olimpia Milano, la squadra di pallacanestro del capoluogo lombardo, i suoi abiti vestono la nazionale di calcio italiana e con la linea EA7 è, dal 2012, sponsor tecnico della spedizione italiana alle olimpiadi. Innamorato del suo Paese, rappresenta come impresa il vero brand Italia a livello globale. Capace di distinguersi anche nel momento più difficile della recente emergenza Coronavirus, elargendo una cospicua donazione a favore di ospedali e Protezione civile, donando camici e prodotti tecnici per aiutare il personale sanitario. Armani ha anche annunciato lo spostamento della celebre sfilata “Armani Privè” da Parigi a Milano, ennesimo simbolo dell’attaccamento dello stilista alla sua nazione, alla sua città. La scelta è stata presa all’unanimità dal comitato scientifico del Premio Parete, riunitosi quest’inverno in Bocconi. La neonata formazione, naturale prosecuzione dell’impegno del Premio oltre i consueti appuntamenti, ha permesso in vista della Giornata della Memoria 2020 di lanciare il primo progetto: il “network della Memoria“, rete dedicata ai figli dei testimoni dell’Olocausto, che mira a creare una nuova connessione tra i figli dei superstiti, con l’intento di proseguire nel racconto di un periodo atroce attraverso la voce dei discendenti diretti, autentici portatori di quei valori e principi. Il nome di Armani si aggiunge a quelli del banchiere d’affari Giovanni Tamburi (2019), del top manager Vittorio Colao (2018) e dell’imprenditore Marco Carrai (2017). L’evento di proclamazione ha visto, oltre all’autorevole intervento e contributo della giornalista Rai Bianca Berlinguer, la presenza di illustri relatori: il generale di brigata Gianluigi D’Alfonso (comandante regionale Abruzzo della Guardia di finanza), Bruno Giuseppe Busacca (prorettore per lo sviluppo e per le relazioni con gli Alumni presso Università Bocconi Milano), Donato Parete (fondatore del Premio Parete, figlio di Ermando Parete), Antonio Di Marco (amministratore locale, già sindaco del Comune di Abbateggio, past president della Provincia di Pescara) e Filippo Giordano (ricercatore Icrios presso Università Bocconi Milano). La cerimonia di consegna del riconoscimento, rappresentato dalla scultura “Rinascita” creata per l’occasione dell’artista abruzzese Luigi D’Alimonte, si terrà, come di consueto, il prossimo autunno presso l’Università Bocconi di Milano, ormai casa del Premio. A margine dell’evento anche il conferimento della borsa di studio Premio Parete, con l’obiettivo di supportare il percorso formativo di un allievo particolarmente meritevole dell’ateneo stesso. Nel 2019 la borsa di studio è stata assegnata a Emmanuele Luca Varrati, ex allievo del liceo scientifico Enrico Fermi di Sulmona (L’Aquila), mentre nel 2018 alla giovane Chiara D’Ignazio, proveniente dal liceo scientifico Leonardo da Vinci di Pescara.

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